Dopo il successo per 2-0 sul campo del Genoa, il Napoli torna al Maradona con un obiettivo che va oltre la semplice ricerca dei tre punti.
La squadra di Massimiliano Allegri deve cominciare a mostrare una maggiore continuità nella fase offensiva.
Nel nostro Focus su Napoli-Como e su come migliorare la fase offensiva abbiamo analizzato ciò che il Napoli deve migliorare dopo il successo di Genova. Ora entriamo nel dettaglio delle soluzioni tattiche che Allegri può utilizzare contro il Como.
Contro il Como lo scenario potrebbe essere differente.
La squadra di Cesc Fàbregas ha un’identità precisa, cerca di costruire attraverso il possesso e utilizza un 4-2-3-1 molto fluido, capace di modificarsi durante lo sviluppo dell’azione.
Per il Napoli sarà quindi una partita interessante soprattutto per capire se Allegri riuscirà a mantenere l’equilibrio mostrato a Genova aumentando, allo stesso tempo, la qualità negli ultimi trenta metri.
Ecco le principali chiavi tattiche della sfida.
1. Superare la prima pressione senza abbassare troppo Lobotka
A Genova questo è stato uno dei principali problemi.
Quando il Genoa ha alzato la pressione, Lobotka è stato spesso costretto ad abbassarsi molto per aiutare la prima costruzione.
Il rischio è semplice.
Se il play deve ricevere continuamente vicino ai centrali, il Napoli riesce magari ad uscire dalla pressione ma perde un uomo importante nella zona nella quale deve poi sviluppare l’azione.
Contro il Como servirà maggiore fluidità.
Rrahmani e Rafa Marin dovranno avere il coraggio di trovare rapidamente il passaggio verticale, mentre Anguissa e McTominay dovranno offrire linee di ricezione differenti.
L’obiettivo deve essere:
uscire dalla pressione senza svuotare il centrocampo.
Se Lobotka può ricevere qualche metro più avanti, il Napoli può accelerare immediatamente verso gli uomini offensivi.
2. Attaccare lo spazio alle spalle dei centrocampisti del Como
Il Como dovrebbe partire da un 4-2-3-1, con Perrone e Da Cunha davanti alla difesa e Nico Paz nella zona di rifinitura.
Questa struttura può creare densità centrale.
Ma può anche lasciare uno spazio interessante ai lati e alle spalle dei due centrocampisti quando la squadra avanza per pressare.
È qui che McTominay può diventare fondamentale.
Lo scozzese non deve ricevere sempre davanti alla linea avversaria.
Deve partire da dietro.
Aspettare il momento.
E poi attaccare lo spazio.
Se Højlund riesce a tenere occupati i centrali e gli esterni del Napoli mantengono ampiezza, McTominay può diventare il giocatore che arriva nella zona più difficile da difendere.
Non un trequartista fisso.
Un incursore.
Ed è probabilmente questa la sua caratteristica più pericolosa.
3. Politano e Alisson Santos devono allargare il Como
Una delle chiavi della fase offensiva sarà l’ampiezza.
Fàbregas utilizza una struttura molto fluida e lavora anche su soluzioni con una linea a tre in costruzione e uomini aggressivi sulle corsie.
Il Napoli dovrà evitare di concentrare tutto il gioco centralmente.
Politano e Alisson Santos possono diventare fondamentali proprio per costringere la linea difensiva del Como ad allargarsi.
Se entrambi riescono a ricevere larghi e creare situazioni di uno contro uno, succedono due cose.
Il terzino avversario deve uscire.
E tra centrale e terzino può aprirsi uno spazio.
Quello spazio può essere attaccato da:
Højlund.
McTominay.
Oppure dal terzino che accompagna l’azione.
L’ampiezza, quindi, non deve essere fine a sé stessa.
Deve servire per aprire il centro.
4. Højlund va portato più vicino alla porta
A Genova Højlund ha lavorato molto.
Ha attaccato la profondità.
Ha combattuto con i centrali.
Ha creato spazio per i compagni.
Ma ha ricevuto pochi palloni realmente puliti all’interno dell’area.
Contro il Como questo deve cambiare.
Il Napoli non può chiedere al proprio centravanti soltanto di allungare la squadra avversaria.
Deve riuscire a costruire più occasioni per lui.
Una possibilità sarà cercare il movimento sul primo palo quando l’azione arriva sulla fascia.
Un’altra sarà utilizzare combinazioni rapide tra esterno, mezzala e centravanti.
E soprattutto serviranno più uomini vicino a Højlund.
Se il danese riceve contro due centrali senza possibilità di scarico, la difesa ha un vantaggio enorme.
Se invece McTominay, Politano o Santos attaccano contemporaneamente l’area, tutto cambia.
5. Il vero dilemma: Anguissa o De Bruyne?
Questa può diventare la scelta tattica più interessante della partita.
Le indicazioni attuali vedono ancora Anguissa leggermente favorito su De Bruyne, mentre Allegri starebbe valutando come far convivere in futuro Anguissa, Lobotka, McTominay e il belga.
Con Anguissa il Napoli mantiene più equilibrio fisico.
Con De Bruyne aumenta drasticamente la qualità negli ultimi trenta metri.
Ed è proprio qui che Napoli-Como può diventare un test importante.
Se gli azzurri dovessero avere molto possesso ma poche occasioni, la presenza di De Bruyne potrebbe servire per rompere la struttura avversaria.
Non necessariamente attraverso un dribbling.
Basta un passaggio.
Una verticalizzazione effettuata un secondo prima.
Un pallone ricevuto tra le linee.
A Genova è entrato e ha deciso la partita.
Contro il Como Allegri dovrà scegliere quando aumentare il rischio offensivo.
6. Attenzione a Nico Paz tra le linee
Concentrarsi sulla fase offensiva non significa dimenticare ciò che può fare il Como.
Nico Paz è probabilmente uno degli uomini che il Napoli dovrà controllare con maggiore attenzione.
Nel 4-2-3-1 di Fàbregas può muoversi alle spalle della punta e trovare spazio tra centrocampo e difesa. Le indicazioni della vigilia lo collocano proprio nella zona centrale della trequarti, dietro Douvikas.
Questo creerà una responsabilità importante per Lobotka e per i centrali.
Se il Napoli porta molti uomini in avanti e perde il pallone, Nico Paz può diventare immediatamente il giocatore attraverso cui il Como prova ad uscire.
Per questo le coperture preventive saranno fondamentali.
Quando McTominay sale, Anguissa o Lobotka devono proteggere.
Quando un terzino accompagna l’azione, la linea deve scivolare.
Il Napoli deve aumentare la propria presenza offensiva senza perdere la struttura difensiva.
7. Riaggressione immediata dopo la perdita
Questa potrebbe essere una delle differenze principali rispetto alla partita del Ferraris.
Contro il Genoa il Napoli ha accettato anche di abbassarsi e ricompattarsi.
Contro il Como, soprattutto al Maradona, potrebbe trascorrere più tempo nella metà campo avversaria.
E questo cambia completamente il problema.
Più uomini porti avanti, maggiore è il rischio quando perdi il pallone.
La prima reazione deve quindi essere immediata.
Se il recupero è possibile:
riaggressione.
Se il Como riesce a superare il primo tentativo:
ricomposizione.
Restare a metà tra le due cose sarebbe la situazione più pericolosa.
8. Trasformare il possesso in occasioni
Questa è probabilmente la chiave che riassume tutte le altre.
Contro il Como non sarà importante semplicemente avere una percentuale di possesso superiore.
Il Napoli deve capire cosa fare con quel possesso.
A Genova ha prodotto circa 1.16 xG e ha trovato entrambi i gol soltanto nel finale.
Il prossimo passo deve essere aumentare il numero delle situazioni realmente pericolose.
Questo significa:
più ricezioni tra le linee;
più uno contro uno sulle fasce;
più uomini dentro l’area;
più verticalizzazioni dopo aver superato la pressione;
più connessioni con Højlund.
Il possesso deve avere una destinazione.
La porta.
La chiave può essere cambiare ritmo
Il Napoli non deve necessariamente giocare a ritmo altissimo per novanta minuti.
Probabilmente Allegri non lo vuole neppure.
Il punto è essere capace di riconoscere quando accelerare.
Un possesso apparentemente lento può servire per attirare il Como.
Ma quando si apre lo spazio, il Napoli deve essere molto più rapido.
Due passaggi.
Un inserimento.
Una verticalizzazione.
E improvvisamente la difesa avversaria deve correre verso la propria porta.
Questa alternanza tra controllo e accelerazione potrebbe diventare una delle caratteristiche più importanti del Napoli di Allegri.
Napoli-Como: cosa vogliamo vedere
A Genova cercavamo soprattutto una risposta sulla capacità del Napoli di resistere dentro una partita complicata.
La risposta è arrivata.
Adesso la domanda cambia.
Quanto è già evoluta la fase offensiva?
Contro il Como vorremmo vedere un Napoli capace di:
- superare meglio la prima pressione;
- portare Højlund più vicino alla porta;
- sfruttare maggiormente gli inserimenti di McTominay;
- creare superiorità attraverso gli esterni;
- aumentare la qualità tra le linee;
- mantenere equilibrio quando perde il pallone.
Allegri ha già dimostrato di avere una panchina capace di cambiare le partite.
Ora deve iniziare a capire quanto può aumentare la qualità della squadra prima di doverle cambiare.
Genoa-Napoli ci ha mostrato una squadra capace di aspettare e colpire.
Napoli-Como può dirci se questo Napoli è già pronto anche a prendere il controllo, creare e comandare la partita.
Il campo ha poi confermato diversi dei temi individuati alla vigilia. Nel nostro post-match di Napoli-Como 1-2 abbiamo analizzato cosa non ha funzionato nella costruzione del Napoli, le difficoltà contro il pressing del Como e l’impatto delle scelte di Allegri.