Ci sono partite che arrivano nel momento sbagliato.
E poi ci sono partite che possono cambiare completamente l’umore di una squadra.
Napoli-Arsenal appartiene probabilmente alla seconda categoria.
Gli azzurri arrivano alla prima notte di Champions League della stagione dopo due sconfitte consecutive contro Como e Inter.
A San Siro, però, il Napoli ha mostrato qualcosa di diverso.
Per oltre un’ora la squadra di Massimiliano Allegri è stata compatta, aggressiva e soprattutto pericolosa nelle transizioni, riuscendo addirittura a portarsi sul 2-0 prima della rimonta nerazzurra.
Nella nostra analisi tattica di Inter-Napoli 3-2 abbiamo evidenziato proprio questo paradosso:
la migliore versione del Napoli delle prime tre giornate è arrivata dentro una sconfitta.
Nel Focus Napoli-Arsenal abbiamo invece analizzato cosa cambia passando dalla Serie A alla Champions.
Adesso arriva il passaggio successivo.
Come può Allegri mettere realmente in difficoltà l’Arsenal?
La risposta passa da alcune battaglie tattiche precise.
Allegri è arrivato a Napoli anche per notti come questa
La partita contro l’Arsenal rappresenta probabilmente uno dei motivi per cui Aurelio De Laurentiis ha scelto un allenatore con l’esperienza di Allegri.
La Champions non permette di arrivare timidi.
Non permette di pensare soltanto agli errori commessi in campionato.
E soprattutto non permette di entrare in campo con la paura di perdere.
Dopo i ko contro Como e Inter, a Castel Volturno ci sarebbe stato un confronto tra tecnico e squadra per analizzare gli errori individuali e quelli legati all’assetto.
È esattamente ciò di cui il Napoli aveva bisogno.
Perché contro l’Arsenal non servirà cancellare quanto accaduto a San Siro.
Servirà:
capirlo.
1. Non ripetere il finale di San Siro
La prima chiave tattica nasce inevitabilmente dall’ultima partita.
Sul 2-0 contro l’Inter il Napoli aveva costruito lo scenario ideale.
Avversario costretto ad attaccare.
Spazi disponibili.
Højlund capace di attaccare la profondità.
Alisson e Politano pronti a ripartire.
Poi Allegri ha progressivamente modificato la squadra.
Il Napoli si è abbassato.
Ha perso profondità.
Ha smesso quasi completamente di rappresentare una minaccia offensiva.
E l’Inter ha preso il controllo.
Contro l’Arsenal questo non può succedere.
Il Napoli potrà certamente difendere basso.
Ma dovrà sempre conservare:
almeno una via d’uscita.
Difendere basso non significa rinunciare alla ripartenza
Questa distinzione sarà fondamentale.
L’Arsenal potrà costringere il Napoli a passare alcuni momenti vicino alla propria area.
È normale.
Il problema nasce se tutti gli azzurri finiscono dietro la linea del pallone.
Perché a quel punto ogni recupero diventa soltanto:
un nuovo pallone restituito all’avversario.
Allegri deve invece lasciare una struttura pronta a trasformare la riconquista in attacco.
Højlund davanti.
Un esterno pronto ad accelerare.
Un centrocampista capace di trovare immediatamente la verticalizzazione.
Ed è qui che entra Kevin De Bruyne.
2. De Bruyne dal primo minuto può cambiare il piano
Dopo tre ingressi dalla panchina, potrebbe finalmente arrivare il momento di vedere Kevin De Bruyne titolare.
E la partita non potrebbe essere più interessante.
L’Arsenal è infatti l’avversario contro cui il belga ha segnato più gol in carriera:
otto reti in ventidue confronti.
Naturalmente il passato non decide una partita.
Ma racconta una familiarità importante con questo tipo di avversario.
De Bruyne conosce:
ritmo
intensità
pressione
tempi del calcio inglese.
E soprattutto può offrire al Napoli una soluzione che oggi manca.
De Bruyne deve ricevere dopo la prima pressione
Il suo compito non dovrebbe essere quello di abbassarsi continuamente vicino ai centrali.
Il Napoli ha già Lobotka per iniziare l’azione.
La zona realmente interessante è quella successiva.
Se Lobotka o un difensore riescono a superare la prima pressione, De Bruyne deve essere disponibile:
tra la prima e la seconda linea dell’Arsenal.
Da lì può fare quello che sa fare meglio.
Girarsi.
Verticalizzare.
Cambiare lato.
Servire Højlund.
Attaccare direttamente la porta.
Il Napoli non può permettersi di utilizzare uno dei giocatori tecnicamente migliori della rosa semplicemente come un altro passatore orizzontale.
La sequenza ideale: Lobotka-De Bruyne-Højlund
Una delle situazioni che Allegri dovrebbe cercare è molto semplice.
Lobotka riceve.
Supera la pressione.
Trova De Bruyne.
Højlund attacca immediatamente la profondità.
Tre passaggi.
Non quindici.
È proprio questa velocità decisionale che distingue spesso le partite di Champions.
Lo spazio esiste.
Ma dura pochissimo.
3. Højlund deve continuare ad attaccare la profondità
Il danese arriva alla Champions nel momento migliore del suo inizio stagione.
Ha segnato contro il Como.
Ha segnato contro l’Inter.
E soprattutto ha mostrato di essere molto più pericoloso quando il Napoli lo serve:
verso la porta.
Non soltanto sui piedi.
A San Siro il suo movimento ha dato continuamente un riferimento alla squadra.
Ed è proprio ciò che servirà contro l’Arsenal.
Non trasformare Højlund in una boa
Højlund può proteggere il pallone.
Può giocare spalle alla porta.
Può aiutare la squadra a risalire.
Ma limitarlo a questo significa perdere la sua qualità principale.
L’attacco dello spazio.
Quando il Napoli recupera il pallone, il primo movimento del danese deve costringere la linea avversaria ad arretrare.
Questo crea due effetti.
Apre spazio davanti alla difesa.
E permette a De Bruyne o alla mezzala di ricevere con qualche metro in più.
Il vero problema sarà sostituirlo
Contro l’Inter Allegri ha tolto Højlund al 72’.
Da quel momento il Napoli ha perso parte della propria capacità di attaccare in profondità.
Lucca offre caratteristiche diverse.
Più gioco aereo.
Più fisicità.
Più possibilità di giocare direttamente.
Ma non la stessa accelerazione.
Contro l’Arsenal Allegri dovrà quindi capire molto bene:
quando eventualmente rinunciare a Højlund.
Non troppo presto.
4. Anguissa-Gilmour: un ballottaggio che cambia il tipo di partita
Una delle sorprese della vigilia riguarda il centrocampo.
Billy Gilmour insidia Anguissa.
Lo scozzese potrebbe diventare una soluzione se Allegri decidesse di aumentare la qualità del palleggio e la capacità di uscire dalla pressione.
Anguissa rimane favorito.
Ma il dubbio è tatticamente molto interessante.
Perché i due giocatori offrono qualcosa di completamente diverso.
Con Anguissa: fisicità e copertura
Se gioca Anguissa, il Napoli avrà maggiore:
forza nei duelli
copertura in transizione
capacità di accompagnare
presenza fisica
È probabilmente la scelta più conservativa se De Bruyne partirà contemporaneamente dall’inizio.
Anguissa può compensare le sortite offensive del belga e aiutare Lobotka.
Con Gilmour: più palleggio
Gilmour offrirebbe invece:
rapidità di passaggio
qualità tecnica
gestione sotto pressione
maggiore possibilità di uscire attraverso il pallone
Potrebbe essere una soluzione molto interessante contro una squadra che cerca di recuperare alto.
Ma comporterebbe un rischio.
Un centrocampo con Lobotka, Gilmour e De Bruyne avrebbe grande qualità tecnica.
Molto meno peso fisico.
Allegri dovrà quindi capire quale tipo di partita immagina.
L’assenza o il dubbio Anguissa pesa moltissimo
Alla rifinitura Anguissa ha effettuato lavoro personalizzato in palestra.
La sua presenza rimane quindi un tema da monitorare.
Ed è un dettaglio importante.
Perché senza McTominay e con Anguissa non al meglio, il Napoli perderebbe buona parte del proprio peso atletico a centrocampo.
In quel caso le distanze tra i reparti diventerebbero ancora più decisive.
5. Politano confermato, Lang può essere la novità
Le indicazioni della vigilia vedono Allegri ancora orientato verso il 4-3-3.
Politano dovrebbe essere confermato.
Sulla sinistra potrebbe invece esserci Noa Lang al posto di Alisson Santos.
È una scelta interessante.
Alisson aveva creato diversi problemi all’Inter grazie alla velocità.
Lang offre qualcosa di differente.
Più capacità di ricevere.
Più uno contro uno.
Più possibilità di venire dentro il campo.
Lang deve evitare di ricevere sempre sui piedi
Questo sarà il punto fondamentale.
Contro il Como il Napoli aveva avuto troppe ricezioni statiche.
Il giocatore riceveva.
La difesa scivolava.
Lo spazio spariva.
Contro l’Arsenal Lang dovrà alternare.
Una volta venire incontro.
Una volta attaccare.
Una volta stringere.
Una volta rimanere largo.
Se i movimenti diventano prevedibili, l’Arsenal potrà difendere molto più facilmente.
Politano deve aiutare Di Lorenzo
Dall’altro lato Politano avrà probabilmente un compito molto importante anche senza pallone.
Il Napoli non può permettere che Di Lorenzo venga costantemente lasciato in inferiorità.
Politano dovrà quindi essere pronto ad abbassarsi.
Ma non troppo.
Perché se l’esterno arriva sempre vicino alla propria area, il Napoli perde un’altra soluzione per la ripartenza.
Il suo posizionamento dovrà essere:
abbastanza basso per aiutare
ma
abbastanza alto per minacciare.
6. Non concedere l’area come nel finale contro l’Inter
Allegri e la squadra hanno analizzato gli errori di San Siro.
Ed è inevitabile che la fase difensiva sia stata uno dei temi principali.
Il Napoli ha subito:
cinque gol nelle ultime due partite.
Ma il problema non è soltanto il numero.
È il modo.
Contro l’Inter, quando la squadra si è abbassata troppo, sono aumentati:
cross
seconde palle
duelli dentro l’area
ricezioni vicine alla porta
A quel punto la difesa ha iniziato a perdere riferimenti.
Difendere prima, non soltanto dentro l’area
Il Napoli deve quindi evitare di considerare la fase difensiva come un lavoro esclusivo dei quattro difensori.
Bisogna rallentare l’azione prima.
Disturbare il portatore.
Chiudere la linea di passaggio.
Costringere l’avversario a giocare lateralmente.
Se l’Arsenal arriva continuamente dentro gli ultimi venti metri senza opposizione, prima o poi nascerà un’occasione.
Beukema può diventare una soluzione
Sam Beukema è tornato a disposizione e potrebbe trovare spazio nelle rotazioni.
Dopo quanto accaduto contro l’Inter, Allegri potrebbe valutare qualche modifica anche nella linea difensiva.
Rafa Marin resta una soluzione.
Rrahmani rimane un riferimento.
Ma Beukema può iniziare a reclamare minuti.
Contro una squadra di alto livello, però, il problema non si risolverà semplicemente cambiando un centrale.
Deve cambiare la protezione collettiva.
7. Le seconde palle saranno fondamentali
In Champions non basta difendere il primo pallone.
Un cross viene respinto.
Un duello viene vinto.
La palla esce dall’area.
Se il Napoli non recupera quella seconda palla, l’azione ricomincia immediatamente.
È quello che era successo ripetutamente nel finale contro l’Inter.
L’Arsenal potrebbe cercare esattamente questo tipo di dominio territoriale.
Per evitarlo serviranno:
Lobotka
la mezzala
gli esterni
pronti a uscire immediatamente dopo la respinta.
Il Napoli non deve restare schiacciato
Questo è uno dei punti principali.
La linea difensiva può anche respingere cinque cross consecutivi.
Ma se la squadra non riesce mai a guadagnare venti o trenta metri, il sesto pallone può diventare decisivo.
Il recupero deve quindi avere immediatamente una destinazione.
Højlund.
De Bruyne.
Lang.
Politano.
Qualcuno deve essere pronto.
8. Vergara può diventare l’arma della ripresa
Antonio Vergara potrebbe partire dalla panchina.
Ma non significa che il suo ruolo sia meno importante.
Anzi.
Potrebbe essere esattamente il tipo di giocatore ideale per una partita che cambia intensità.
Ha già dimostrato di poter giocare:
mezzala
e
esterno offensivo.
A Genova aveva sostituito Politano e aveva prodotto:
assist per De Bruyne
e
gol.
Contro l’Arsenal questa duttilità può diventare estremamente utile.
Se serve pressione, Vergara può cambiare il ritmo
Immaginiamo un secondo tempo nel quale il Napoli ha bisogno di aumentare l’aggressività.
Vergara può entrare.
Pressare.
Attaccare gli spazi.
Accompagnare Højlund.
Oppure può sostituire un esterno stanco.
Non deve essere considerato soltanto il sostituto di un singolo giocatore.
Può diventare:
una soluzione tattica.
9. Neres in dubbio riduce le alternative
David Neres ha svolto lavoro personalizzato in palestra alla vigilia.
La sua presenza è quindi da valutare.
È un’assenza potenzialmente importante.
Soprattutto perché Neres rappresenta una delle alternative più naturali per aumentare:
velocità
dribbling
imprevedibilità
nella seconda parte della gara.
Se non dovesse essere disponibile, aumenterebbe ancora di più l’importanza di Vergara e degli altri esterni.
10. De Bruyne può essere pericoloso anche senza segnare
Il dato degli otto gol contro l’Arsenal è suggestivo.
Ma non è necessariamente il punto principale.
Il Napoli non ha bisogno che De Bruyne segni per forza.
Ha bisogno che:
organizzi le transizioni.
Che riconosca quando accelerare.
Che trovi Højlund.
Che sappia quando cambiare lato.
Che trasformi una palla recuperata in una situazione offensiva.
Se riesce a fare questo, la partita del Napoli può cambiare completamente.
Le chiavi tattiche di Napoli-Arsenal
1. Non abbassarsi troppo presto
Il finale di San Siro deve essere una lezione.
Difendere basso va bene.
Rinunciare totalmente ad attaccare no.
2. De Bruyne tra le linee
Il belga deve ricevere dopo la prima pressione e trasformare il possesso in verticalizzazione.
3. Højlund in profondità
Due gol consecutivi.
Il Napoli deve continuare a portarlo verso la porta.
4. Equilibrio a centrocampo
Anguissa garantisce fisicità.
Gilmour più palleggio.
La scelta può cambiare completamente la partita.
5. Lang e Politano devono muoversi
Non soltanto ricezioni sui piedi.
Servono movimenti dentro-fuori.
6. Difendere prima dell’area
La pressione deve iniziare a centrocampo.
Non tutto può essere lasciato ai centrali.
7. Vincere le seconde palle
Una respinta deve diventare la fine dell’azione avversaria.
Non l’inizio di una nuova.
8. Vergara come arma tattica
Energia e movimento possono diventare preziosissimi nella ripresa.
9. Conservare sempre una minaccia offensiva
Anche nei momenti di maggiore pressione dell’Arsenal.
10. Pensare più velocemente
In Champions lo spazio dura meno.
La decisione deve arrivare prima.
L’Arsenal arriva con qualche problema difensivo
Anche la situazione degli inglesi merita attenzione.
Mosquera è alle prese con un problema muscolare e la sua presenza è da valutare.
William Saliba risulta ancora indisponibile per un problema alla schiena.
Anche Jurrien Timber sta completando il recupero da un problema all’inguine.
Sono situazioni che potrebbero modificare alcune scelte di Arteta.
E per il Napoli rappresentano un motivo in più per cercare di attaccare la linea avversaria con coraggio.
Non significa che l’Arsenal diventi improvvisamente vulnerabile.
Significa però che Højlund deve essere utilizzato.
Allegri non può preparare la partita soltanto sull’avversario
Questo è forse il punto più importante.
Napoli-Arsenal non può diventare una partita nella quale gli azzurri pensano soltanto a:
come fermare l’Arsenal.
Allegri deve anche chiedersi:
come può l’Arsenal fermare il Napoli?
Højlund sta segnando.
De Bruyne può partire dall’inizio.
Lang può creare uno contro uno.
Politano può attaccare il lato debole.
Vergara può aumentare il ritmo.
Il Napoli possiede delle armi.
Deve utilizzarle.
Una notte per capire quanto è cresciuto il Napoli
Le prime tre giornate hanno mostrato tre Napoli differenti.
A Genova:
difficoltà e vittoria.
Contro il Como:
passività e sconfitta.
A San Siro:
personalità, doppio vantaggio e crollo finale.
La Champions arriva quindi nel momento perfetto per capire se Allegri sta realmente iniziando a mettere insieme i pezzi.
Non serve una squadra perfetta.
Serve una squadra riconoscibile.
Capace di difendere.
Capace di ripartire.
Capace di gestire.
Capace di reagire.
Il Maradona deve vedere un Napoli senza paura
Allegri è stato scelto anche per questo.
Per partite così.
Per notti nelle quali il livello sale.
Per momenti nei quali l’esperienza dell’allenatore deve diventare tranquillità per la squadra.
Dopo due sconfitte consecutive sarebbe molto facile entrare in campo con prudenza eccessiva.
Sarebbe anche pericoloso.
Il Napoli deve rispettare l’Arsenal.
Ma non deve temerlo.
Perché San Siro ha mostrato qualcosa.
Quando gli azzurri sono aggressivi.
Quando verticalizzano.
Quando trovano Højlund.
Quando non hanno paura di attaccare.
possono creare problemi anche agli avversari più forti.
Adesso serve farlo per novanta minuti.
La Champions non perdona gli errori.
Ma premia anche il coraggio.
Napoli-Arsenal può essere la prima vera notte europea del Napoli di Allegri.