Il Napoli non ha tempo per pensare troppo alla sconfitta contro l’Inter.
Dopo il 3-2 di San Siro, arrivato al termine di una partita nella quale gli azzurri erano riusciti a portarsi sul doppio vantaggio, il calendario propone immediatamente un’altra sfida di altissimo livello.
Napoli-Arsenal.
Mercoledì sera il Maradona tornerà a respirare l’atmosfera della Champions League.
E per Massimiliano Allegri sarà già il momento di trovare nuove risposte.
Nella nostra analisi tattica di Inter-Napoli 3-2 abbiamo evidenziato un paradosso importante:
il Napoli visto per oltre un’ora a San Siro è stato probabilmente il migliore delle prime tre giornate.
Compatto.
Verticale.
Pericoloso nelle transizioni.
Capace finalmente di sfruttare Højlund.
Poi, però, qualcosa è cambiato.
La squadra si è abbassata troppo.
Ha rinunciato progressivamente ad attaccare.
I cambi non hanno prodotto l’effetto sperato.
E l’Inter ha ribaltato tutto.
Contro l’Arsenal, Allegri dovrà quindi fare una cosa tutt’altro che semplice:
conservare quello che ha funzionato a Milano senza ripetere gli errori del finale.
Dalla Serie A alla Champions cambia soprattutto il margine d’errore
Questo è probabilmente il primo concetto.
Contro squadre di altissimo livello, ogni dettaglio pesa.
Una marcatura persa.
Una seconda palla non recuperata.
Un’uscita sbagliata.
Una transizione gestita lentamente.
A San Siro il Napoli ha scoperto quanto possa cambiare una partita in pochi minuti.
Sul 2-0 gli azzurri sembravano avere costruito la situazione perfetta.
Poi Lautaro ha segnato.
L’Inter ha aumentato la pressione.
Il Napoli ha iniziato ad abbassarsi.
E quella che sembrava una possibile impresa si è trasformata nella seconda sconfitta consecutiva.
Contro l’Arsenal il margine per concedere sequenze simili sarà ancora più ridotto.
Il Napoli deve portarsi dietro il primo tempo di San Siro
Non tutto deve essere cancellato.
Anzi.
Il primo tempo contro l’Inter ha offerto diverse indicazioni positive.
Il Napoli ha saputo:
difendere senza essere completamente passivo
accettare i duelli
ripartire rapidamente
portare uomini nell’area avversaria
utilizzare meglio Højlund
È probabilmente questa la base dalla quale ripartire.
Allegri non deve costruire un Napoli completamente nuovo nel giro di pochi giorni.
Deve prendere ciò che ha funzionato e renderlo più stabile.
In Champions non puoi soltanto aspettare
Contro l’Inter il Napoli ha dimostrato di poter difendere basso.
Il problema è arrivato quando la difesa bassa è diventata quasi l’unica fase della partita.
Sul 2-0 il Napoli aveva davanti grandi spazi.
Era la situazione ideale per continuare a minacciare la profondità.
Invece, progressivamente, la squadra ha smesso di farlo.
Questo sarà uno dei principali rischi contro l’Arsenal.
Difendere più basso in alcuni momenti sarà inevitabile.
Ma il Napoli deve mantenere sempre almeno una possibilità di uscita.
Un giocatore pronto ad attaccare lo spazio.
Una soluzione per superare la prima pressione.
Qualcuno capace di ricevere e trasformare immediatamente il recupero in azione offensiva.
Altrimenti il rischio è quello visto nel finale di San Siro:
difendere una sequenza dopo l’altra senza riuscire più a respirare.
De Bruyne dal primo minuto può cambiare il Napoli
Ed eccoci alla prima possibile grande novità.
Le indicazioni emerse nelle ore successive alla partita contro l’Inter suggeriscono che Kevin De Bruyne potrebbe finalmente partire dall’inizio contro l’Arsenal.
Sarebbe una scelta particolarmente interessante.
Finora Allegri lo ha spesso utilizzato come soluzione dalla panchina.
A Genova aveva cambiato la partita.
Contro il Como aveva aumentato la qualità della manovra.
A San Siro, entrando nella ripresa, aveva trovato anche la verticalizzazione che aveva mandato Neres verso una possibile occasione del 3-2.
Contro l’Arsenal, però, il Napoli potrebbe aver bisogno della sua qualità fin dal primo minuto.
De Bruyne deve aiutare il Napoli a uscire dalla pressione
Il problema principale non è soltanto avere un giocatore tecnicamente superiore.
È dove utilizzarlo.
Contro squadre capaci di pressare forte, il Napoli ha bisogno di qualcuno in grado di ricevere dopo la prima costruzione e giocare immediatamente in avanti.
Lobotka può iniziare.
Anguissa può proteggere.
Ma serve qualcuno che trasformi il possesso in qualcosa di pericoloso.
De Bruyne può farlo.
Una ricezione tra le linee.
Un passaggio verticale.
Una palla dietro la difesa.
Un cambio di gioco immediato.
Sono tutte soluzioni che possono evitare al Napoli di entrare in quel possesso lento che aveva creato tanti problemi contro il Como.
Vergara resta però una soluzione importante
L’eventuale titolarità di De Bruyne non dovrebbe trasformarsi in una bocciatura di Antonio Vergara.
Anzi.
Il giovane centrocampista ha giocato titolare a San Siro proprio in una delle partite più complicate possibili.
Ha lavorato.
Ha pressato.
Ha aiutato il centrocampo.
Ha dimostrato ancora una volta di poter stare dentro le rotazioni.
Contro l’Arsenal potrebbe quindi diventare una carta importante anche nella ripresa.
Se la partita dovesse richiedere energia.
Pressione.
Movimento.
Vergara può offrire caratteristiche differenti rispetto a De Bruyne.
Ed è proprio questa varietà che Allegri deve iniziare a sfruttare meglio.
Beukema può avere la prima chance dall’inizio
L’altra possibile novità riguarda la difesa.
Sam Beukema è tornato a disposizione e potrebbe essere uno dei giocatori sui quali Allegri farà qualche valutazione in vista della Champions.
La gara contro l’Inter ha lasciato inevitabilmente interrogativi sulla gestione della linea arretrata.
Il Napoli ha subito:
cinque gol nelle ultime due partite.
Due dal Como.
Tre dall’Inter.
Sono arrivati in situazioni diverse.
Ma il dato resta significativo.
Allegri dovrà iniziare a trovare una coppia centrale capace di garantire maggiore continuità.
Rafa Marin è sotto osservazione
Contro l’Inter Rafa Marin ha alternato interventi importanti ad alcune difficoltà.
Nel finale, con il Napoli completamente schiacciato, la linea difensiva ha perso riferimenti.
Il gol del 3-2 arriva ancora una volta da una situazione nella quale Lautaro riesce a trovare spazio troppo vicino alla porta.
Non significa che tutta la responsabilità sia del singolo difensore.
La squadra era ormai troppo bassa.
Ma Allegri potrebbe comunque valutare una rotazione.
Ed è qui che Beukema può trovare spazio.
Badiashile non può essere giudicato da un singolo episodio
C’è poi Benoît Badiashile.
Il suo debutto contro l’Inter è stato estremamente complicato.
Entra per aumentare la presenza fisica della difesa.
Pochi minuti dopo perde il duello aereo con Thuram nell’azione del 2-2.
È inevitabile che quell’episodio pesi.
Ma sarebbe anche ingiusto trasformarlo immediatamente in una sentenza definitiva.
Il difensore è arrivato con poco ritmo partita.
È stato inserito dentro una partita che in quel momento vedeva l’Inter attaccare continuamente.
Contro l’Arsenal potrebbe essere ancora presto per vederlo titolare.
Ma Allegri dovrà iniziare progressivamente a portarlo dentro il sistema.
Højlund deve diventare il riferimento offensivo
Se esiste oggi una certezza nel Napoli, quella certezza si chiama:
Rasmus Højlund.
Due partite consecutive.
Due gol.
Como.
Inter.
Contro i nerazzurri ha finalmente spezzato anche il tabù personale di San Siro.
Ma soprattutto ha mostrato qualcosa di più importante.
Il Napoli è molto più pericoloso quando riesce a giocare:
verso Højlund
e non soltanto:
con Højlund.
La differenza è fondamentale.
Il danese non deve essere coinvolto esclusivamente come giocatore di raccordo.
Deve essere mandato verso la porta.
Il gol contro l’Inter indica la strada
Il 2-0 di San Siro è un’azione molto semplice.
Ed è proprio per questo interessante.
Di Lorenzo recupera.
Højlund riceve.
Conclusione immediata.
Gol.
Non servono sempre quindici passaggi.
Non serve aspettare che l’avversario sia completamente schierato.
Quando esiste una finestra per attaccare:
bisogna attaccarla.
In Champions questo concetto diventerà ancora più importante.
Gli spazi possono essere pochi.
E possono durare pochissimo.
Allegri deve evitare di togliere profondità troppo presto
La sostituzione di Højlund contro l’Inter è stata uno dei momenti più discussi della partita.
Al 72’ entra Lucca.
Il Napoli perde progressivamente una parte della propria capacità di attaccare la profondità.
È una decisione che Allegri dovrà probabilmente valutare anche in prospettiva Arsenal.
Naturalmente Højlund non può giocare sempre novanta minuti.
Ma bisogna capire:
quando il Napoli può permettersi di rinunciare alla sua profondità.
Se la squadra sta subendo e ha bisogno di risalire il campo, togliere il giocatore che più naturalmente attacca lo spazio può diventare un problema.
Lucca deve trovare una funzione differente
Questo non significa che Lorenzo Lucca non possa essere utile.
Può esserlo.
Ma con caratteristiche diverse.
Lucca può offrire:
gioco aereo
sponda
presenza sui cross
capacità di proteggere palloni diretti
La squadra deve però adattarsi.
Non può utilizzare Lucca esattamente come utilizza Højlund.
È uno dei temi sui quali Allegri deve lavorare.
La profondità della rosa conta realmente soltanto quando ogni alternativa viene utilizzata in base alle proprie caratteristiche.
Il Napoli deve ritrovare equilibrio senza McTominay
Poi c’è il grande problema del centrocampo.
Scott McTominay non sarà disponibile.
E la sua assenza pesa.
Contro l’Inter Anguissa ha dovuto sostenere una quantità enorme di lavoro.
Lobotka ha gestito la prima costruzione.
Vergara ha dato energia.
Ma manca inevitabilmente il giocatore capace di attaccare l’area con continuità partendo dalla seconda linea.
Se De Bruyne entrerà dal primo minuto, Allegri dovrà compensare questa assenza attraverso un’organizzazione differente.
Anguissa avrà ancora più responsabilità
Contro l’Arsenal il ruolo di Anguissa può diventare determinante.
Dovrà aiutare Lobotka.
Proteggere De Bruyne.
Vincere seconde palle.
Accompagnare l’azione.
Coprire le transizioni.
È molto.
Forse troppo per un singolo giocatore.
Per questo il Napoli dovrà lavorare collettivamente sulle distanze.
Se i reparti si allungano, Anguissa rischia di trovarsi continuamente dentro enormi porzioni di campo.
E contro un avversario di livello Champions sarebbe estremamente pericoloso.
Il vero salto Champions: pensare più velocemente
Passare dalla Serie A alla Champions non significa necessariamente cambiare modulo.
Significa soprattutto aumentare la velocità delle decisioni.
Ricevere.
Guardare.
Giocare.
Contro il Como il Napoli aveva spesso bisogno di troppi tocchi.
Contro l’Inter, quando ha accelerato, è diventato molto più pericoloso.
Questa deve essere la direzione.
Contro l’Arsenal la palla potrebbe arrivare meno frequentemente.
Ma ogni possesso dovrà avere maggiore qualità.
La riconquista deve diventare immediatamente un attacco
Una delle cose migliori viste a San Siro è stata proprio questa.
Quando il Napoli recuperava il pallone e giocava subito in avanti:
creava problemi.
Quando recuperava e rallentava:
permetteva all’Inter di ricompattarsi.
È una differenza enorme.
E probabilmente uno dei principi più importanti in vista della Champions.
Il recupero non deve essere considerato la fine della fase difensiva.
Deve essere:
l’inizio della fase offensiva.
Il Napoli deve imparare a gestire anche emotivamente le partite
La rimonta dell’Inter lascia anche una lezione mentale.
Sul 2-0 il Napoli aveva improvvisamente tutto da perdere.
L’Inter niente.
Il gol immediato di Lautaro ha cambiato l’atmosfera.
San Siro si è acceso.
I nerazzurri hanno aumentato il ritmo.
Il Napoli ha cominciato ad arretrare.
Contro l’Arsenal potranno esserci momenti simili.
Una Champions League non si gioca soltanto attraverso la tattica.
Serve anche capacità di gestire:
pressione
momenti negativi
ritmo emotivo
inerzia della partita
Il Napoli deve imparare a non perdere completamente la propria identità quando l’avversario aumenta la pressione.
Difendere basso sì, rinunciare ad attaccare no
Questo potrebbe diventare il principio fondamentale della settimana.
Allegri può costruire un Napoli compatto.
Può difendere basso.
Può accettare di avere meno possesso.
Non c’è nulla di sbagliato.
Ma deve sempre conservare una minaccia.
Højlund.
Neres.
Alisson Santos.
De Bruyne.
Qualcuno deve essere pronto a trasformare il recupero in un problema per l’avversario.
Se tutti finiscono dietro la linea del pallone, il Napoli può anche difendere perfettamente per cinque minuti.
Ma prima o poi arriverà un cross.
Una seconda palla.
Un errore.
È esattamente ciò che è successo a San Siro.
Cosa deve portarsi Allegri dalla partita con l’Inter
La sconfitta non deve essere cancellata.
Deve essere utilizzata.
1. La capacità di ripartire
È stata probabilmente la migliore arma del Napoli.
2. Højlund finalmente coinvolto
Due gol consecutivi indicano che la squadra sta iniziando a trovarlo meglio.
3. Maggiore aggressività
Il Napoli visto nel primo tempo di Milano era molto diverso da quello passivo contro il Como.
4. Alisson Santos nello spazio
La sua velocità ha prodotto diverse situazioni interessanti.
5. La personalità di Vergara
Il giovane ha dimostrato di poter giocare anche in un contesto estremamente difficile.
Cosa deve invece correggere
1. La gestione del vantaggio
Essere 2-0 non significa smettere di attaccare.
2. I cambi
Devono migliorare la squadra, non soltanto proteggerla.
3. La gestione dell’area
Cinque gol subiti in due partite rappresentano un campanello d’allarme.
4. Le distanze tra i reparti
Quando il Napoli si abbassa troppo, la squadra non riesce più a risalire.
5. La capacità di mantenere una minaccia offensiva
Anche nei momenti di sofferenza.
De Bruyne e Beukema: due possibili segnali del nuovo Napoli
Le prime indicazioni verso la partita con l’Arsenal suggeriscono quindi due possibili novità.
Kevin De Bruyne dal primo minuto.
Sam Beukema candidato ad una chance in difesa.
Non sarebbero semplicemente due cambi di formazione.
Potrebbero rappresentare due tentativi precisi.
Più qualità nella gestione del pallone.
Più alternative nella linea arretrata.
Allegri sta ancora cercando la propria squadra.
E dopo tre giornate di campionato è normale che alcune gerarchie non siano ancora definitive.
Napoli-Arsenal arriva nel momento giusto
Può sembrare paradossale.
Dopo due sconfitte consecutive, affrontare immediatamente una delle grandi squadre europee potrebbe sembrare la situazione peggiore possibile.
Ma c’è anche un altro modo di leggerla.
Il Napoli non ha tempo per entrare in una spirale di discussioni.
Non ha una settimana per pensare al 2-0 sprecato a San Siro.
Deve tornare in campo.
Subito.
Champions League.
Maradona.
Arsenal.
Una partita che obbliga la squadra a concentrarsi sul presente.
Dalla Serie A alla Champions: adesso serve un altro passo
Il Napoli visto contro l’Inter ha mostrato qualcosa.
Non ancora un’identità completa.
Ma finalmente alcuni principi riconoscibili.
Compattezza.
Verticalità.
Højlund.
Transizioni.
Aggressività.
Ora serve il passo successivo.
Conservare quelle qualità per novanta minuti.
Senza abbassarsi troppo presto.
Senza perdere completamente il controllo quando l’avversario aumenta il ritmo.
Senza trasformare ogni vantaggio in una lunga difesa della propria area.
Contro l’Arsenal il Napoli non dovrà essere perfetto.
Ma dovrà essere più maturo.
Perché la Champions amplifica tutto.
La qualità.
Gli errori.
Le occasioni.
I dettagli.
San Siro ha mostrato ad Allegri quale Napoli può funzionare.
Mercoledì il Maradona inizierà a dirci se quella versione può diventare qualcosa di stabile.