Il risultato dice Genoa 0-2 Napoli.
Tre punti, porta inviolata e debutto vincente per Massimiliano Allegri.
Ma se la prima giornata ha dato agli azzurri una risposta positiva dal punto di vista del risultato, ha lasciato anche una domanda importante in vista di Napoli-Como:
quanto può migliorare questa squadra nella costruzione e nella produzione offensiva?
Dopo il 2-0 di Genova e la nostra analisi tattica del debutto, il Napoli si prepara infatti al primo appuntamento casalingo della Serie A 2026/27.
Contro il Genoa gli azzurri hanno saputo soffrire, aspettare e poi colpire nel finale.
Sabato 29 agosto, contro il Como, potrebbe servire qualcosa di diverso.
Non soltanto vincere.
Ma costruire meglio la vittoria.
Genoa-Napoli: il risultato è migliore della produzione offensiva
Il 2-0 del Ferraris racconta una partita che il Napoli ha saputo portare dalla propria parte soprattutto nella seconda metà della ripresa.
Secondo i dati xG raccolti dopo la partita, gli azzurri hanno prodotto circa 1.16 expected goals, contro gli 0.50 del Genoa.
Il dato conferma una maggiore pericolosità complessiva del Napoli, ma non descrive una prestazione offensivamente dominante.
Gli azzurri hanno chiuso con 13 tiri, di cui 4 nello specchio, e hanno dovuto aspettare l’82’ per trovare il vantaggio con Kevin De Bruyne.
Cinque minuti dopo è arrivato il raddoppio di Antonio Vergara.
Due gol.
Entrambi generati da giocatori entrati dalla panchina.
Ed è proprio da questo dato che nasce il primo tema della settimana verso Napoli-Como.
La panchina ha risolto la partita, ma serve di più dall’undici iniziale
A Genova, l’impatto dei cambi di Allegri è stato decisivo.
De Bruyne e Vergara sono entrati nella ripresa e hanno cambiato completamente la partita.
È un grande punto di forza.
Avere una panchina capace di modificare ritmo e qualità di una gara può diventare una delle armi principali del Napoli durante la stagione.
Ma non può essere l’unica soluzione.
Contro il Como sarà interessante capire se gli azzurri riusciranno a produrre maggiore pericolosità già attraverso l’undici iniziale.
Højlund ha lavorato molto per la squadra a Genova, senza però trovare il gol.
Politano e Alisson Santos hanno cercato di creare superiorità sulle corsie, ma senza trasformare con continuità quelle situazioni in occasioni pulite.
McTominay ha provato ad attaccare gli spazi e ad accompagnare l’azione.
La seconda giornata può quindi diventare il primo vero test della fase offensiva organizzata del Napoli di Allegri.
Il problema a Genova: uscire dalla pressione
Nei primi 30-35 minuti del Ferraris il Napoli ha sofferto soprattutto nella prima costruzione.
Il Genoa ha pressato con aggressività e ha costretto più volte Lobotka ad abbassarsi per ricevere il pallone.
Lo stesso Allegri lo ha riconosciuto nel post-partita.
Come avevamo già evidenziato nelle chiavi tattiche di Genoa-Napoli, la capacità di superare la prima pressione rappresenta uno dei passaggi fondamentali per permettere al Napoli di sviluppare la propria fase offensiva.
Quando quella pressione veniva superata, gli azzurri riuscivano ad avanzare.
Quando invece la circolazione diventava lenta o imprecisa, il Genoa recuperava campo e manteneva il Napoli lontano dall’area.
È probabilmente uno dei primi aspetti sui quali Allegri cercherà un miglioramento.
Perché superare la pressione non significa soltanto evitare un pericolo.
Può significare soprattutto creare immediatamente un vantaggio offensivo.
Se Lobotka o una delle mezzali ricevono oltre la prima linea avversaria, Højlund e gli esterni possono trovare molto più spazio da attaccare.
Contro il Como servirà un Napoli diverso
Napoli-Como presenta uno scenario differente.
Il Napoli giocherà al Maradona e potrebbe essere chiamato ad assumersi maggiormente la responsabilità della partita.
Questo significa che non basterà attendere l’errore dell’avversario o affidarsi solamente alle transizioni.
Gli azzurri dovranno probabilmente costruire più occasioni attraverso il possesso.
Serviranno:
- maggiore velocità nella circolazione;
- più movimenti tra le linee;
- migliori combinazioni sulle corsie;
- più uomini dentro l’area;
- maggiore qualità nell’ultimo passaggio.
Il punto non sarà semplicemente avere il pallone.
Il punto sarà trasformare il possesso in pericolo reale.
Højlund: trasformare il lavoro in occasioni
Contro il Genoa Allegri ha difeso pubblicamente la prestazione di Rasmus Højlund.
Il centravanti ha lavorato molto per la squadra, attaccato la profondità e tenuto impegnati i difensori avversari.
Ma il Napoli deve riuscire anche a portarlo più spesso nelle condizioni di concludere.
Il problema non riguarda soltanto Højlund.
Riguarda ciò che succede intorno a lui.
Se il centravanti viene incontro per ricevere, qualcuno deve attaccare immediatamente lo spazio lasciato.
Se invece Højlund parte in profondità, serve una verticalizzazione effettuata con tempi più rapidi.
E quando il pallone arriva sulle corsie, il Napoli deve riempire meglio l’area.
Contro il Como potremmo quindi iniziare a capire con maggiore precisione come Allegri vuole utilizzare il proprio centravanti all’interno della nuova struttura offensiva.
McTominay può diventare ancora più importante negli ultimi trenta metri
Un’altra possibile evoluzione riguarda Scott McTominay.
A Genova lo scozzese ha cercato più volte di accompagnare l’azione.
Ha provato la conclusione dalla trequarti e nella ripresa ha costruito una buona opportunità per Højlund con un pallone rasoterra dentro l’area.
Ma il Napoli può sfruttare ancora meglio una delle caratteristiche più importanti di McTominay:
l’inserimento senza palla.
Højlund può attirare i centrali.
Gli esterni possono allargare la linea difensiva.
Ed è proprio nello spazio che si crea tra centrocampo e difesa che McTominay può diventare particolarmente pericoloso.
Non servono necessariamente venti passaggi.
A volte bastano una ricezione tra le linee e un movimento fatto con il tempo giusto.
De Bruyne: è arrivato il momento di partire dall’inizio?
Poi c’è il grande interrogativo della settimana.
Kevin De Bruyne.
A Genova Allegri lo ha inserito al 67’.
Quindici minuti dopo aveva già segnato il gol dello 0-1.
Successivamente ha partecipato direttamente anche all’azione che ha portato al raddoppio di Vergara.
Contro il Como la domanda diventa inevitabile:
è già arrivato il momento di utilizzarlo dall’inizio?
La risposta non dipenderà soltanto dalla condizione fisica.
Dipenderà soprattutto dall’equilibrio che Allegri vuole dare alla squadra.
Anguissa, Lobotka e McTominay offrono una struttura molto solida.
Inserire De Bruyne significa aumentare enormemente la qualità nell’ultimo passaggio e la capacità di creare occasioni negli ultimi trenta metri.
Ma significa anche redistribuire compiti e responsabilità all’interno del centrocampo.
È probabilmente uno dei temi tattici più interessanti verso Napoli-Como.
Alisson Santos e Politano: servono più situazioni di uno contro uno
Un altro passaggio importante riguarda gli esterni.
Alisson Santos è stato uno dei giocatori più imprevedibili del Napoli nel primo tempo di Genova.
Politano, invece, ha garantito equilibrio e lavoro anche nella fase senza pallone.
Contro il Como Allegri potrebbe chiedere però qualcosa in più dal punto di vista offensivo.
Se gli esterni riescono a ricevere in condizioni di uno contro uno, il Napoli può allargare la struttura difensiva avversaria.
E quando quella struttura si apre, aumentano anche gli spazi centrali per McTominay, Højlund e gli eventuali inserimenti di De Bruyne.
L’ampiezza, quindi, non serve soltanto a creare pericolo sulla fascia.
Serve anche a creare spazio dentro il campo.
Difensivamente il primo Napoli ha dato buoni segnali
Se la fase offensiva lascia margini di crescita, quella difensiva ha prodotto indicazioni interessanti.
Il Genoa ha chiuso la partita con un xG di circa 0.50.
Il Napoli ha inoltre registrato:
22 tackle contro 15
8 intercetti contro 5
e soltanto 2 tiri nello specchio concessi.
Numeri che raccontano una squadra capace di lavorare anche senza pallone.
Non tutto è stato perfetto.
L’errore iniziale di Meret avrebbe potuto costare caro.
E nei primi minuti il Genoa è riuscito a mettere il Napoli sotto pressione.
Ma nel complesso gli azzurri hanno concesso relativamente poco.
Ora Allegri dovrà cercare il passaggio successivo:
mantenere questa solidità aumentando contemporaneamente la produzione offensiva.
Ed è probabilmente questo il vero equilibrio da costruire.
Come può migliorare la fase offensiva?
Le prime indicazioni portano quindi a cinque punti.
1. Uscire più velocemente dalla prima pressione
Meno passaggi rischiosi nella propria metà campo e maggiore capacità di trovare subito l’uomo libero oltre la prima linea.
2. Coinvolgere maggiormente Højlund
Non soltanto attraverso palloni diretti, ma costruendo situazioni che permettano al centravanti di ricevere più vicino alla porta.
3. Attaccare l’area con più uomini
Quando il pallone arriva sulle fasce non può esserci soltanto Højlund.
McTominay e la mezzala opposta devono accompagnare.
4. Creare più uno contro uno sugli esterni
Politano, Santos, Lang e Neres possono diventare armi fondamentali se vengono messi nelle condizioni di ricevere isolati contro un difensore.
5. Aumentare la qualità tra le linee
Ed è qui che la presenza di De Bruyne può cambiare molto.
Un giocatore capace di ricevere e trovare immediatamente un passaggio verticale può aumentare enormemente il numero e la qualità delle occasioni create.
Napoli-Como: non basta ripetere Genova
Il 2-0 del Ferraris è stato un ottimo modo per iniziare.
Trasferta difficile.
Tre punti.
Porta inviolata.
Panchina decisiva.
Ma Napoli-Como chiederà qualcosa in più.
Contro il Genoa il Napoli ha dimostrato di saper aspettare il momento giusto e utilizzare la qualità delle proprie alternative.
Ora deve iniziare a mostrare maggiore continuità offensiva.
Più occasioni.
Più presenza nell’area.
Più velocità quando viene superata la prima pressione.
Più qualità nell’ultimo passaggio.
Il risultato di Genova ci ha detto che il Napoli di Allegri sa già vincere una partita complicata.
La seconda giornata può cominciare a dirci se questa squadra è già capace anche di comandarla.
Ed è probabilmente questa la prima vera evoluzione da cercare contro il Como.
Dopo la partita, abbiamo verificato queste indicazioni nel post-match Napoli-Como 1-2, dove il pressing e il palleggio del Como hanno evidenziato ancora diversi margini di crescita nella fase offensiva del Napoli.