Pisa-Napoli: le chiavi tattiche, Conte cerca il passo che chiude quasi tutto

Pisa-Napoli si giocherà domenica 17 maggio 2026 alle 12:30 e sarà una partita pesantissima per il finale di stagione azzurro. Dopo il 2-3 subito al Maradona contro il Bologna, la squadra di Antonio Conte non può permettersi un altro passo falso, anche perché la qualificazione Champions non è ancora aritmetica e la corsa alle spalle resta aperta. Il sito ufficiale del Napoli conferma data, orario e sede della partita, in programma alla Cetilar Arena.

Il problema, però, non è solo la classifica. Il vero punto è il modo in cui il Napoli arriva a questa trasferta. Contro il Bologna gli azzurri hanno mostrato ancora una volta una fragilità pesante nei momenti decisivi: sotto 2-0, bravi a rientrare fino al 2-2, ma incapaci poi di proteggere almeno il pareggio nel finale. Per questo Pisa-Napoli non è soltanto una partita da vincere. È una partita che deve dire se la squadra ha davvero imparato qualcosa dall’ultima caduta.

La prima chiave: non regalare di nuovo la partita all’inizio

Il primo tema è mentale prima ancora che tattico. Il Napoli nelle ultime settimane ha pagato troppo spesso approcci sbagliati o momenti iniziali poco puliti. Contro il Bologna è andato sotto presto, si è complicato la vita e ha dovuto inseguire quasi tutta la serata. In una trasferta come quella di Pisa, questo rischio diventa ancora più pericoloso.

Contro una squadra che giocherà davanti al proprio pubblico e che proverà a portare energia, aggressività e ritmo dentro la partita, il Napoli dovrà entrare subito con attenzione e personalità. Non può permettersi di regalare campo, entusiasmo o episodi. La prima chiave è quindi molto semplice: niente approccio debole, niente partita regalata nei primi minuti.

La seconda chiave: Hojlund deve tornare al centro del gioco

Uno dei temi più chiari emersi anche dopo Como e Bologna riguarda Hojlund. Il danese continua a lavorare tanto, ma troppo spesso resta senza rifornimenti veri o viene servito in modo sporco. Questo rende il Napoli meno pericoloso e più facile da leggere.

Pisa-Napoli sarà una partita in cui il centravanti azzurro dovrà essere coinvolto meglio. Non solo per cercare il gol, ma per aiutare la squadra a risalire il campo, dare profondità e aprire spazi per gli inserimenti di McTominay o le ricezioni di Alisson. Se Hojlund resta solo, il Napoli si spegne. Se invece viene servito con più continuità e più pulizia, tutto il reparto offensivo può tornare a funzionare meglio.

La terza chiave: Alisson deve restare un fattore vero

In questo momento uno dei pochi giocatori che dà davvero imprevedibilità continua è Alisson Santos. Il suo impatto contro la Cremonese era stato fortissimo, e anche contro il Bologna è stato tra i migliori, trovando ancora il gol e dando strappi importanti. Le sue parole nel post-partita, dove ha ammesso la tristezza per il risultato ma anche il lavoro fatto con Conte, raccontano bene il suo momento dentro la squadra.

Contro il Pisa, Alisson deve restare un fattore vero. Non solo come uomo da uno contro uno, ma come giocatore capace di cambiare il tono offensivo del Napoli. Se il brasiliano riesce a puntare, accelerare e creare superiorità, allora il Napoli ha una via più chiara per rompere gare bloccate. Se invece viene assorbito troppo facilmente o resta isolato, la squadra rischia di tornare piatta.

La quarta chiave: McTominay va rimesso nelle condizioni giuste

McTominay continua a essere una delle armi più forti del Napoli, ma va messo dentro il contesto corretto. Quando parte da una posizione che gli permette di attaccare il campo in corsa, il suo impatto cambia. Quando invece è costretto a ricevere troppo fermo o ad agire in spazi troppo sporchi, perde parte della sua forza.

Pisa-Napoli sarà una gara in cui i suoi inserimenti possono pesare tantissimo, soprattutto se il Napoli riuscirà a trovare un minimo di ordine nella rifinitura. Lo scozzese non deve essere solo uno che riempie il centrocampo: deve tornare a essere quello che rompe la partita negli ultimi trenta metri.

La quinta chiave: difendere meglio i finali e i secondi palloni

La sconfitta col Bologna ha lasciato un segnale molto chiaro: il Napoli non può più permettersi di perdere lucidità nei momenti finali. Il gol di Rowe al 91’ è stato il simbolo peggiore di una squadra che, dopo essere rimontata, non è riuscita a proteggere il punto. Il tabellino ufficiale e il racconto della gara mostrano bene come il Napoli sia stato colpito proprio all’ultimo assalto, dopo aver riportato il match in equilibrio.

Contro il Pisa, questo significa una cosa precisa: servono più attenzione sulle seconde palle, più presenza dentro l’area e più lucidità nella gestione degli ultimi minuti. Non è solo un discorso difensivo. È un discorso di maturità di squadra.

La sesta chiave: Conte deve ritrovare una struttura più credibile

Un altro tema importante è la struttura complessiva. Nelle ultime partite il Napoli ha oscillato molto: brillante contro la Cremonese, più prudente ma utile a Como, emotivamente instabile contro il Bologna. Ora Conte deve rimettere insieme i pezzi e presentare un Napoli più lineare, più leggibile in senso positivo, più stabile.

Questo vuol dire trovare il giusto equilibrio tra qualità e sostanza. Se De Bruyne dovesse tornare disponibile, andrà capito come inserirlo dentro una gara che potrebbe essere meno pulita e più fisica. Se invece si andrà verso una struttura più muscolare, allora il Napoli dovrà garantire comunque abbastanza qualità negli ultimi metri. In ogni caso, Pisa-Napoli chiede una squadra più coerente di quella vista col Bologna.

Dove può decidersi davvero Pisa-Napoli

Pisa-Napoli può decidersi in tre punti molto chiari: nell’approccio iniziale degli azzurri, nella qualità dei collegamenti offensivi tra Hojlund, Alisson e McTominay, e nella capacità del Napoli di non perdere ordine nei momenti più sporchi della partita.

Dopo il ko col Bologna, Conte ha bisogno di una risposta vera. Non solo in termini di risultato, ma nel modo di stare in campo. Questa non è una partita da vincere con l’inerzia. È una partita da prendere in mano con lucidità, con più cattiveria e con molta più maturità.

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