Il Napoli ritrova subito la strada giusta dopo la sconfitta contro il Bologna e lo fa nel modo più concreto possibile. All’Arena Garibaldi gli azzurri battono 3-0 il Pisa, conquistano aritmeticamente la qualificazione in Champions League e si mettono nelle condizioni di giocarsi il secondo posto nell’ultima giornata contro l’Udinese. È una vittoria netta, costruita soprattutto nel primo tempo e gestita poi con ordine e maturità nella ripresa, prima della firma finale di Hojlund nel recupero. McTominay apre, Rrahmani raddoppia, il centravanti danese chiude: Conte ritrova punti, certezze e un obiettivo fondamentale.
Il Napoli la indirizza subito
Dopo il passo falso del Maradona, il Napoli aveva bisogno di una risposta seria prima ancora che spettacolare. E la squadra di Conte l’ha data con un primo tempo molto pulito, fatto di possesso, ordine e superiorità tecnica. Il Pisa ha commesso tanti errori e si è fatto schiacciare subito dentro la propria metà campo, mentre gli azzurri hanno preso il controllo della gara con continuità.
Il vantaggio arriva al 21’ con un’azione che racconta bene la qualità del Napoli: verticalizzazione di Lobotka, sponda intelligente di Hojlund e conclusione precisa di McTominay dal limite, palo-rete e 1-0. È un gol pesante non solo perché sblocca la partita, ma perché conferma ancora una volta quanto lo scozzese sia diventato il giocatore che più di tutti sa incidere nei momenti chiave. Per lui è il decimo gol in campionato e, come racconta anche la cronaca caricata, il quattordicesimo stagionale, record personale.
Rrahmani dà subito la spallata decisiva
Il Napoli non si ferma dopo il vantaggio. Continua a spingere, tiene il Pisa basso e trova quasi subito anche il raddoppio. Al 27’ è Rrahmani a colpire di testa su corner battuto da Elmas: Semper tocca ma non riesce a evitare il 2-0. È il gol che porta la partita sui binari ideali per Conte, perché costringe il Pisa a inseguire una gara che non è mai sembrato davvero in grado di comandare.
Il Napoli resta dentro il match con attenzione e qualità. Alisson crea problemi, Elmas sfiora il tris e la squadra sembra avere in mano il ritmo della partita quasi senza sforzarsi troppo. L’unico vero brivido del primo tempo arriva nel recupero, quando Stojilkovic si presenta solo davanti a Meret, ma il portiere azzurro risponde da grande portiere e protegge il doppio vantaggio. Anche nella cronaca ufficiale emerge il peso di quell’intervento, insieme al successivo salvataggio su Moreo a inizio ripresa.
Meret risponde quando serve
Se il primo tempo è stato quasi interamente del Napoli, la ripresa si apre con un segnale importante di Meret. Moreo prova a riaprire tutto, ma il portiere azzurro si oppone ancora. È una parata che spegne sul nascere le residue speranze del Pisa e permette agli azzurri di continuare a gestire senza scossoni.
Da lì in avanti il Napoli controlla il possesso, abbassa il numero dei rischi e lascia scorrere la partita con più tranquillità. Conte inserisce De Bruyne ed Olivera al posto di Elmas e Buongiorno, poi nel finale tornano utili anche Mazzocchi e Vergara. La sensazione è chiara: il Napoli non ha bisogno di forzare troppo, perché il Pisa non riesce quasi mai ad alzare davvero il livello della pressione.
Hojlund ritrova il gol e chiude tutto
La ciliegina finale arriva al 90+2’. L’azione nasce dai piedi di De Bruyne, prosegue con il cross di Mazzocchi e si chiude con la deviazione vincente di sinistro di Hojlund. È il 3-0 che chiude definitivamente la partita e, soprattutto, restituisce un gol importante al centravanti danese, che non segnava da tempo. La cronaca che hai condiviso lo conferma chiaramente: Hojlund torna a segnare dopo due mesi e porta il suo bottino a undici reti in campionato.
Per il Napoli è una rete che conta molto anche sul piano emotivo. Perché Hojlund aveva bisogno di sbloccarsi, e perché un attaccante ritrovato può pesare parecchio nell’ultima gara e, più in generale, nella costruzione del prossimo Napoli.
Elmas e Alisson danno qualità, McTominay resta il leader
Tra i singoli, oltre ai marcatori, ci sono due uomini da sottolineare. Elmas gioca un primo tempo molto vivo, crea, batte il corner del 2-0 e sfiora anche il tris. Alisson, invece, parte bene, crea superiorità e conferma ancora una volta di essere uno dei giocatori più dinamici e imprevedibili dell’attacco azzurro, anche se col passare dei minuti si spegne un po’.
Ma il simbolo resta ancora McTominay. Recupera, corre, inserisce peso nelle due fasi, segna e continua a dare la sensazione di essere il centro emotivo e tecnico della squadra in questo finale di stagione. Se il Napoli ha ritrovato ordine dopo il ko col Bologna, molto passa ancora una volta da lui.
Una vittoria da squadra matura
La cosa migliore della partita, oltre al risultato, è il modo in cui il Napoli l’ha letta. Non c’è stata frenesia, non c’è stata confusione, non c’è stato bisogno di una rimonta o di una serata pazza. Dopo il vantaggio, gli azzurri hanno fatto quello che una squadra matura deve fare: hanno continuato a spingere finché serviva, hanno segnato ancora, hanno difeso bene i pochi momenti di difficoltà e poi hanno gestito.
Anche i numeri raccontano una partita molto controllata: oltre il 76% di possesso, dieci tiri contro quattro e cinque conclusioni nello specchio contro due del Pisa. Non è stata una goleada casuale, ma una vittoria costruita con superiorità netta.
Conte chiude il discorso Champions
La notizia più importante, naturalmente, è quella che conta di più in classifica: il Napoli è aritmeticamente qualificato alla prossima Champions League. Era l’obiettivo minimo da blindare dopo una stagione complessa, piena di infortuni, assenze e passaggi complicati. E da questo punto di vista Conte ha portato la squadra esattamente dove doveva arrivare.
Adesso resta un ultimo sforzo al Maradona contro l’Udinese per difendere il secondo posto, ma intanto il Napoli ha chiuso il discorso più urgente e lo ha fatto con una prova seria, ordinata e convincente.
Un segnale utile dopo il Bologna
Dopo il 2-3 subito in casa contro il Bologna, il Napoli aveva bisogno di togliersi di dosso la sensazione di fragilità lasciata da quella serata. La risposta di Pisa va letta anche in questo senso. Gli azzurri hanno mostrato attenzione, maturità e la capacità di non complicarsi da soli la partita.
Non è una vittoria che cancella ogni difetto, ma è una vittoria che rimette ordine, riporta fiducia e consegna a Conte una squadra più serena in vista dell’ultimo passo. E in questo momento vale moltissimo.
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