Napoli, perché nel secondo tempo perde controllo? Il peso dell’assenza di McTominay

La vittoria di Verona ha riportato entusiasmo, ma la partita ha confermato un tema già emerso nelle ultime settimane: il Napoli fatica a mantenere controllo nella seconda metà di gara.

Il 2-1 del Bentegodi, deciso al 96’, nasconde un secondo tempo complicato, meno fluido e più disordinato rispetto alla prima frazione.

E la domanda diventa inevitabile: è solo un calo fisiologico o c’è un problema strutturale?


Dal controllo alla gestione passiva

Nel primo tempo il Napoli aveva:

  • Possesso stabile
  • Ritmo controllato
  • Linee compatte
  • Superiorità territoriale

Nel secondo tempo, invece, la partita si è sporcata.

Il Verona ha alzato aggressività e intensità nei duelli, spezzando il ritmo.
Il Napoli ha smesso di comandare e ha iniziato a reagire.

È una dinamica già vista nel 2-2 contro la Roma e nella ripresa contro l’Atalanta.

Quando il piano gara si rompe, la squadra fatica a riorganizzarsi immediatamente.


Il nodo centrocampo senza McTominay

Qui entra in gioco l’assenza di McTominay.

Nel focus dedicato al suo impatto (McTominay e l’equilibrio del Napoli) era emerso un punto chiave:
non è solo qualità offensiva, è struttura nei momenti caotici.

Nel secondo tempo contro il Verona si è visto:

  • Meno presenza sulle seconde palle
  • Meno protezione preventiva davanti alla difesa
  • Più difficoltà nei duelli centrali

Quando il ritmo si alza e il gioco diventa meno tecnico e più fisico, McTominay è il primo filtro.

Senza di lui:

  • Lobotka resta più isolato
  • Elmas fatica nei contrasti sporchi
  • Le transizioni diventano più vulnerabili

Episodi o gestione?

Il pareggio del Verona nasce da un corner e da un episodio contestato, ma il problema non è solo l’azione in sé.

È quello che succede dopo.

Il Napoli perde ritmo, perde fluidità, perde un po’ di lucidità.

La vittoria finale firmata Lukaku cambia il risultato, ma non cancella il trend:
quando la partita si sporca, la squadra fatica a restare dominante.


Maturità o equilibrio fragile?

La reazione nel finale è un segnale positivo.
Il controllo nella ripresa resta un tema aperto.

Il Napoli oggi è una squadra competitiva, ma ancora in costruzione nella gestione dei momenti sporchi.

E finché McTominay non tornerà al centro del sistema, il centrocampo potrebbe continuare a oscillare tra qualità e vulnerabilità.

La domanda non è se il Napoli sappia vincere.
La domanda è se sappia controllare senza soffrire.