Il Napoli reagisce nel modo migliore possibile alla brutta sconfitta contro la Lazio e travolge la Cremonese 4-0 al Maradona. Gli azzurri di Antonio Conte regalano spettacolo nell’anticipo della 34ª giornata, si riprendono il secondo posto e lo fanno con una prestazione finalmente brillante, aggressiva e ricca di occasioni. A segno vanno McTominay, Hojlund con la deviazione decisiva di Terracciano, De Bruyne e Alisson Santos, in una serata che restituisce al pubblico azzurro entusiasmo, qualità e una sensazione che si era persa nelle ultime settimane: quella di una squadra viva e capace di dominare davvero.
Dopo la figuraccia contro la Lazio, il Napoli era atteso da una risposta non solo nel risultato ma soprattutto nel modo di stare in campo. E la risposta è arrivata subito. Fin dai primi minuti la squadra di Conte ha mostrato un’altra faccia: più ritmo, più intensità, più coraggio nelle giocate e soprattutto molta più qualità negli ultimi metri.
McTominay accende subito il Maradona
L’approccio è fortissimo. Dopo appena tre minuti, McTominay riceve da De Bruyne e lascia partire un tiro rasoterra e angolato che spiazza Audero. È il gol che apre la partita, ma soprattutto è il simbolo di un Napoli entrato in campo con l’atteggiamento giusto, l’opposto di quello visto nelle ultime uscite più deludenti.
Lo scozzese è subito dominante. Non si limita al gol: attacca gli spazi, corre, calcia, si inserisce continuamente e dà l’impressione di poter segnare a ogni accelerazione. Già nei primi minuti sfiora anche il raddoppio e trascina la squadra dentro una partita che il Napoli riesce a controllare quasi totalmente.
Un Napoli più logico e più vivace
Il dato più interessante della serata non è solo il poker, ma il modo in cui arriva. Conte cambia qualcosa e il Napoli sembra un’altra squadra. L’assetto appare più logico, più fluido, più adatto alle caratteristiche dei suoi uomini migliori. McTominay, partendo qualche metro più dietro, riesce ad avere più campo davanti e diventa devastante negli inserimenti. De Bruyne si muove con libertà e qualità, Alisson allarga il campo e crea superiorità, Hojlund torna ad avere un ruolo più leggibile dentro la struttura offensiva.
Il risultato è un Napoli più veloce, più aggressivo nel recupero alto e molto più pericoloso in zona offensiva. La Cremonese prova a resistere, ma viene schiacciata dentro la propria metà campo e non riesce quasi mai ad alleggerire la pressione.
Hojlund trova il raddoppio, De Bruyne firma il tris
Nel finale di primo tempo arriva il colpo che chiude definitivamente la gara. Hojlund, molto attivo per tutta la prima frazione, trova il raddoppio con un tiro che viene deviato in modo decisivo da Terracciano, spiazzando Audero. Poco dopo è De Bruyne a firmare il 3-0, chiudendo una bellissima azione azzurra e confermando una prestazione di altissimo livello per qualità, tempi di gioco e presenza tecnica.
Il primo tempo si chiude così con un Napoli travolgente, capace di produrre tantissimo e di trasformare il proprio dominio in un vantaggio netto. È probabilmente uno dei primi tempi offensivamente più convincenti della stagione recente, anche per volume di gioco e numero di occasioni create.
Alisson completa lo show
Se già la prima parte di gara aveva dato segnali fortissimi, la ripresa conferma tutto. Il Napoli non si accontenta, continua a spingere e trova anche il quarto gol con Alisson Santos, autore di un’azione personale di grande qualità. Il brasiliano si accentra e calcia rasoterra con precisione, battendo ancora Audero e coronando una prestazione straripante.
La sua partita è uno dei temi più importanti della serata. Alisson dà dribbling, velocità, fantasia e una capacità costante di creare superiorità. È esattamente il tipo di imprevedibilità che al Napoli era mancata contro squadre chiuse e difese organizzate. E la sensazione è che il suo utilizzo dall’inizio abbia cambiato davvero il volto della squadra.
Conte cambia e il Napoli si ritrova
È difficile non leggere questa partita anche come una conferma delle intuizioni tattiche della vigilia. Conte aveva bisogno di una risposta e ha scelto una strada diversa. Ha tolto un addendo dalla formula abituale dei Fab Four, ha arretrato McTominay, ha dato spazio ad Alisson e ha costruito un Napoli più equilibrato ma anche più pericoloso.
La risposta del campo è stata netta. Gli azzurri sono sembrati più vivi, più intensi, più lucidi. Hanno creato tanto, hanno tirato molto, hanno tenuto alto il ritmo e hanno finalmente dato la sensazione di poter fare male con continuità. È questo, forse, il dato più incoraggiante della serata: il Napoli non ha solo vinto, ma ha ritrovato una struttura offensiva più credibile.
Una vittoria che lascia anche un po’ di rammarico
Proprio per questo, però, la partita contro la Cremonese lascia anche un piccolo retrogusto amaro. Perché guardando una prestazione del genere viene spontaneo chiedersi se alcune soluzioni non potessero essere adottate anche prima. Il pensiero corre inevitabilmente a Parma, alla Lazio e più in generale alle ultime settimane in cui il Napoli aveva dato la sensazione di essere troppo scolastico, troppo prevedibile, troppo poco aggressivo.
La prova con la Cremonese riapre questo discorso. Non cancella gli errori precedenti, ma mostra con chiarezza che il Napoli aveva dentro risorse e combinazioni diverse per alzare il livello del proprio gioco. Ed è normale che da una serata così nasca anche un po’ di rammarico per quello che poteva essere.
Secondo posto e risposta forte
Resta però il presente, e il presente dice che il Napoli ha reagito da squadra vera. Dopo una settimana pesante di critiche e delusione, gli azzurri si sono fatti perdonare con una prestazione dominante, riportandosi al secondo posto in classifica in attesa del resto della giornata.
Conte nel post-partita ha parlato di grande voglia di rivalsa e ha difeso con forza il valore della sua squadra, ricordando le difficoltà di una stagione complicatissima ma ancora vissuta nelle primissime posizioni. E in effetti questa vittoria dice molto anche su questo: il Napoli non è morto, non è finito, non è una squadra senza risposta. Quando trova ritmo, ordine e qualità, può ancora essere molto pericoloso.
Il Napoli rimanda tutto e si riprende il sorriso
Il poker alla Cremonese serve a questo: a ritrovare fiducia, a rimandare i discorsi definitivi e a rilanciare almeno il tono emotivo del finale di stagione. La lotta più alta resta complicata, ma intanto il Napoli si rimette al secondo posto, si avvicina ancora di più alla Champions e soprattutto si restituisce un’immagine diversa da quella vista contro la Lazio.
Il Maradona si gode una serata finalmente piena, spettacolare, quasi liberatoria. E il Napoli, almeno per una notte, torna a sembrare la squadra che i suoi tifosi volevano rivedere.
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